La linea del telefono è sempre interrotta, ma la luce è tornata. Dopo aver visto un film, annoiata salgo nel salone della sera precedente: ricordo che c’è una libreria. Scelgo un libro e comincio a leggere, dopo aver di nuovo tentato al telefono. Cullata dal pendolo e dal libro noioso, mi sono appisolata, finché un rumore mi sveglia. Ormai sicura che si tratti del gatto sono uscita in corridoio, chiamandolo. Ma improvvisamente mi sento afferrare per il polso e trascinare indietro, sbattendo contro un solido corpo d’uomo. Immediatamente una mano mi chiude la bocca, l’altra mi tiene ferma sul basso ventre. Sento il cuore battermi violentemente e la paura scorrermi addosso con fremiti incontrollati. Non capisco cosa stia succedendo e cosa potrà accadermi. Sento che chi mi stringe è nudo, sento il suo membro spingere contro il mio sedere, sento il suo respiro affannato dietro di me, sento il suo odore di terra umida. Continuo a tremare: ho paura e lui lo sa. E sa che io sono consapevole di essere in trappola: tentare di liberarmi non servirebbe a niente. Sempre dietro di me, mi libera la bocca, ed io urlando gli chiedo lui chi sia, cosa vuole da me, cosa vuole farmi. Non mi risponde ed io sono nelle sue mani. Questo pensiero rassegnato allenta i miei tremori e lui lo sente, sa che non opporrò resistenza, ne approfitta per bendarmi. Non vedo nulla, la stoffa è stretta forte, ma il mio unico pensiero è la paura del dolore fisico: ricomincio a tremare violentemente, mantenendo però la testa alta. Sento che mi prende per un braccio, con forza, ma in realtà non mi fa male. Mi trascina per qualche metro, poi mi spinge in una stanza, e con versi che somigliano a grugniti mi strappa letteralmente i vestiti di dosso. E io sono senza biancheria perchè qualcuno me l’ha rubata. Lui! Ora è tutto chiaro, non è stato il gatto!
Il tempo sembra essersi fermato: mi sta guardando, lo so. L’odore di terra umida è ancora più intenso. Sento la sua eccitazione e il mio corpo nudo esposto e inerme alle sue voglie. Non so cosa mi farà, l’attesa è peggio della consapevolezza, ma sono rassegnata alla violenza. Non reagisco in nessun modo quando mi spinge sul letto: la mia pelle riconosce la coperta ruvida, così so di essere nella ‘mia’ camera. Mentre la mia coscienza è terrorizzata da quello che sta per succedermi, il mio corpo ricorda le emozioni che gli ho dato ieri notte e risponde con un nuovo scintillio di braci: i miei capezzoli si appuntiscono. So che lui li sta guardando ed infatti, poco dopo, sento che con morbide e calde leccate se ne infila uno in bocca, succhiandolo poi con forza.
Urlo.
Non so se di piacere o terrore. Sento che lui si eccita ancora di più e la mia paura prende il sopravvento sull’eccitazione: non so come ancora bendata riesco a sfuggirgli, ma lui con un balzo mi riprende, trattenendomi per i polsi. So che noi siamo in ginocchio sul letto uno di fronte l’altro. Non ho scampo. Per un altro lungo momento tutto si ferma, si sentono solo i nostri respiri affannati e il forte odore di terra umida, che ora sa di sesso.