Archive for tette torturate

Non ci sei e ti voglio.
Con uno scatto rabbioso butto via le coperte, e in piedi sulla moquette mi libero di tutto quello che ho addosso e di nuovo sdraiata mi ricopro, nuda.
Mi piace sentire il lenzuolo appesantito dalle coperte che mi preme sulla pelle. Mi piace strofinarmici contro e sentire i capezzoli indurirsi allo sfregamento. Mi piace alzare il bacino e strofinarci contro anche la fica. Sì… come se il lenzuolo fosse una parete, una parete trasparente da cui puoi guardarmi e vedere in trasparenza anche il mio piacere liquido che unge tutto…

Sì… mi strofino contro il lenzuolo,spingendo avanti il busto, con i palmi della mani che fanno leva sul materesso.
Sento la punta del clidoride che si gonfia contro la stoffa ormai bagnata…
Voglio il tuo lungo, liscio, forte e duro cazzo che mi scopa. Ma non ci sei. E le mie dita sono troppo sottili, non mi bastano a saziare una fica affamata. Voglio il tuo cazzo e nient’altro.

Mi scopro il seno e le mie mani salgono dalla pancia a raccoglierli entrambi, li stringo con forza, mi sento ansimare: sogno il tuo lungo, liscio, forte e duro cazzo che mi scopa, mentre le mie dita ora giocano con i capezzoli duri e immensamente vogliosi di essere strofinati, strizzati, morsi, tirati, schiaffeggiati. Sento il mio respiro diventato un gemito continuo mentre con le unghie mi mordo i capezzoli protesi verso di te che non ci sei.
Impedisco al mio bacino di muoversi contro il lenzuolo: non voglio venire: voglio continuare a sognarti mentre mi eccito dei miei gemiti e dei piaceri che infliggo alle mie tette. E voglio fare solo questo.
Sii… impazzisco di piacere a sentire la punta delle dita sulla punta dei capezzoli ormai sensibili anche al mio respiro. Mi metto in bocca le dita di una mano prima e dell’altra poi. Sempre con il bacino rigorosamente fermo, le dita bagnate ricominciano a farmi godere i capezzoli. Mi sento quasi urlare di piacere, quando faccio passare un polpastrello bagnato sotto la punta di un capezzolo dritto e voglioso di essere succhiato.
Sìì…li strofino, li strizzo, li mordo con le unghie, li tiro… sìì sto godendo infinitamente, in bilico sull’orlo dell’orgasmo, sognandoti.
Sìì… continuo e continuo e ancora e ancora: il tuo lungo, liscio, forte e duro cazzo che mi scopa e le mie dita a farmi delirare di piacere.
Ahh sììì le mie dita bagnate sui miei capezzoli che ora sognano solo pinze a strizzare e tirare….. sìììì così forte e bagnato…
Lo sapevo, l’ho sempre saputo che la voglia di te poteva farmi venire solo giocando con le mie tette.

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