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	<title>Schiava sottomessa da Padrone Severo &#187; schiava masochista</title>
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	<description>Punizioni, sottomissione, Umiliazione</description>
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		<title>Schiava disposta a tutto e pronta a subire torture</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[schiava masochista]]></category>
		<category><![CDATA[porcona sempre pronta a tutto]]></category>

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		<description><![CDATA[Schiava senza limiti Il vestito tradiva quanto promesso: 8^ di seno. Glutei imponenti. Ventre rotondo… Era proprio Lei: Rossa dagli occhi di ghiaccio. 175 di eleganza e portamento. Voce suadente. Ed un maledetto senso dell’erotismo che rapiva attenzioni mal celate &#8230; <a href="http://www.schiavasottomessa.com/schiava-disposta-a-tutto-e-pronta-a-subire-torture/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Schiava senza limiti</p>
<p>Il vestito tradiva quanto promesso: 8^ di seno. Glutei imponenti. Ventre rotondo… Era proprio Lei: Rossa dagli occhi di ghiaccio. 175 di eleganza e portamento. Voce suadente. Ed un maledetto senso dell’erotismo che rapiva attenzioni mal celate dalla mia ostentata oratoria/pacatezza.</p>
<p>Incuriosito da quella pelle lentigginosa: insolitamente scura dati i capelli. Dalle sue mani lunghe ed affusolate. Dalle labbra umide e sufficientemente carnose per affettare qualsiasi pseudo-indifferenza.<br />
Giuly. Quella della chat. La Fetish-Woman misteriosa ed intrigante, compagna di nottate grondanti di sesso virtuale. Desiderata, attesa, insperata. VERA.</p>
<p>Il tempo di un drink. Per me un’eternità. Per lei una doccia e qualche minuto di respiro dal viaggio. Il bagno la partorisce splendida. Maliziosamente avvolta da un accappatoio nero. Con lo sguardo filtrato dalla frangia ramata ed una scollatura voluta.</p>
<p>Le mie mani sui suoi fianchi: morbidi. Vellutati e pastosi. Sui glutei sporgenti. Burrosi e sensibilissimi al tatto. Tra i seni rotondi ed elettrici.<br />
Non una parola: un gioco di labbra. Di mani avide. Ad esplorare con crescente desiderio cio’ che mille volte ci eravamo immaginati.</p>
<p>Un gioco di sensi rotto dal tavolo. Dalle promesse che li’ sopra dovevano decidere tra sfrenata passione, avidita’ carnale o lento, sublime e lungo consumarsi di un viaggio condiviso. Nel gioco delle fantasie sovrapposte. Per un biglietto aperto. Ed un calendario incerto.<br />
Le sue natiche. Le mie dita. Un percorso di desiderio: fasciato dai glutei che ovattano i movimenti. L’ano umido e la vagina infuocata. Stropicciati dalle mani impazzite.</p>
<p>Devo Rallentare. Frenare. Riprendere il controllo.</p>
<p>In piedi. Dietro Lei. Appiccicati schiena petto. Col pene di marmo che scompare fra le sinuosità del lombo sacrale.<br />
Gli occhi chiusi: devo trattenere il respiro. Non posso lasciarmi andare.<br />
stringe le cosce ..Mi imprigiona il pube ed inizia a dondolare. Avanti, indietro, di lato. Col culo che mi accarezza il ventre.<br />
Non soffro di piaceri precoci. Tutt’altro.. Ma c’e’ mancato poco.</p>
<p>A fatica mi sottraggo da quella goduria (solo per rimandarla)…. L’afferro con forza per i fianchi. Le mani affondano nelle carni e Lei ha un sussulto alla prima sculacciata. Ripeto con impeto crescente. Due, tre, quattro volte.  mugola scomposta. Farfuglia improbabili lamenti…..<br />
Mi pongo di lato. E continuo nell’infusione.. Scivolando con le dita sulle grandi labbra.<br />
Numerosi colpi alle natiche. A palmo aperto. E la contemporanea penetrazione vaginale con indice e medio. E’ una danza di rumori, sensi, odori. Lei una nuvola armoniosa che trasuda erotismo. E così il suo culo rotondo, sporgente, a tratti immenso …. d’eleganza.<br />
chiude le braccia sotto i seni. Devo solo aprire le labbra. Lingua e denti accarezzano, strofinano. sfiorano i capezzoli turgidi. Si riempiono delle carni abbondanti e lisce. Succhio, la spremo. Apprezzo quel calore morbido che accarezza il palato. I suoi gemiti. La vagina fradicia che cola fra le cosce. Il buchino dilatato ed invitante.</p>
<p>La sospingo sul tavolo. Stesa a pancia su. Cuscino sotto il bacino e talloni comodamente appoggiati a 2 sedie. Le cosce meravigliosamente divaricate schiudono ano, fica ed un fiume in piena. Ho una sete desertica. E quella broda è come acqua sull’arsura. La lingua penetra in profondità: mi gronda sul volto. Fino al collo. Contorcendosi dall’orgasmo.<br />
Succhio il clito. Come fosse un piccolo pene. Stretto fra le labbra, accarezzato dai denti, avvolto dalla saliva e dal desiderio. Due dita a penetrare. A premere verso l’alto, in corrispondenza della regione vescicale. Sempre più forte. La sento inarcare. Intravedo le sue mani strizzare i seni. Non ho altro tempo:  urla il piacere sbattendo i pugni sul tavolo. Scomponendosi come un animale braccato. Regalandomi ancora il suo sapore.</p>
<p>E’ il momento: la bendo con 1 foulard. Passo 2, 3, 4 giri di legaccio per ciascun polso. Tendo le braccia in alto, verso gli angoli opposti del tavolo &#8211; per annodare -.<br />
Stessa sorte per caviglie e cosce: divaricate e fissate fra sedie e sostegni. Lei non protesta. Forse gode di quanto sta per accadere. Posso osservare il suo respiro teso. I capezzoli turgidi.. La vagina umida.</p>
<p>Un metro più in là la cucina: una pentola d’acqua, il gas e 2 bustine di camomilla per infusione. Preparo e torno da lei.</p>
<p>Il pene fila liquido seminale fino ai piedi. Lo asciugo alla meglio con 1 scottex. Il resto lo fanno il volto e le labbra carnose di .<br />
Lo vedo sprofondare in bocca – mentre una bava cola dalla guancia -. Sento il calore umido della lingua e quel succhiare avido. Affamato. Voglioso.<br />
Le blocco la nuca con una mano e comincio a scoparla. Sublime quella penetrazione ripetuta. Una carezza che dura fino in gola. Non potrei continuare a lungo. Inizio a giocare. Scivolando con lo scroto sul collo. Sulla fronte. Sfiorando le labbra – che mi inseguono inappagate -. Fino al suo implorare. Ma non è quello che cerco. Né ciò che si aspetta.</p>
<p>Spengo il gas. Immergo la camomilla e ricopro.</p>
<p>Prendo 1 legaccio. Le alzo il capo e sfilo le estremità. Come una collana aperta sul petto. Uno dei lembi inizia ad avvolgere il seno alla base. 6, 7 giri robusti ed il nodo. Stessa sorte per l’altra mammella.<br />
Mi allungo sulla borsa ed estraggo cuneo anale e spazzola per capelli: denti in acciaio, impugnatura e dorso in legno, sagomato e liscio.</p>
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